08 settembre 2006

magna pasta

DJ set - ingresso gratuito

magna pasta

Il gruppo è nato nel 2000, riprendendo i brani della musica popolare meridionale italiana. Gli strumenti scelti erano quelli della tradizione mediterranea: mandolini, chitarra portoghese, violoncello, flauto, percussioni artigianali. Attraverso una attenta ricerca effettuata anche sui testi oltre che sugli arrangiamenti, i Magnapasta iniziano a comporre musica originale, aggiungendo al sound etnico quello elettrico degli anni '70, traendo spunto soprattutto dall'esperienza del progressive rock.
I Magnapasta mostrano subito una forte presenza scenica, dando il meglio di se' nelle apparizioni live, di cui alcune apprezzate e premiate: Keller Contest, Pelago Festival, Arezzo Wave, Tim Tour.
Nel 2001 esce il primo CD, "Maronna Mia", con 5 tracce originali, che segnano la nascita di un sound molto personale: il pubblico sembra apprezzare molto e i pezzi iniziano a girare per le radio e i siti web, tanto che ai concerti la partecipazione e' sempre maggiore.
Dopo la partecipazione alla Citta' Aromatica di Siena e al Riorock di Riotorto, il gruppo entra in studio per realizzare "Magnapasta", un CD di 11 tracce che rappresenta a pieno gli anni di lavoro che hanno portato i Magnapasta a un suono originale, legato a doppio filo alla musica mediterranea che si esprime soprattutto attraverso la voce calda e graffiante di Giampaolo Guerrieri.

Nella stagione 2003/04 i Magnapasta portano in giro il loro lavoro suonando nei club, dal Fillmore di Piacenza, al theCage di Livorno, al BocaBarranca di Ravenna, al Guernica di S.Donà, e anche in teatro alla Galleria Toledo di Napoli o al Saschall di Firenze. Dovunque il pubblico assaggia di buon grado la ricetta Magnapasta e si affeziona, compra quasi 1000 copie solo ai concerti e si iscrive al sito web. In questo periodo Marliani, Iannetti e Brizzi decidono di seguire altre strade, e trovandosi in un periodo di composizione il gruppo trasferisce in musica le vibrazioni prodotte dai conseguenti cambiamenti nel sound e negli arrangiamenti, e nasce, appunto "I Grandi Cambiamenti".
Alcune cose d'altra parte non possono cambiare: il suono di una chitarra classica è essenziale nelle armonie dei Magnapasta, quindi sale a bordo Alessandro Alessio, altro calabrese doc. Altre cose invece cambiano, come le tessiture, i ritmi e i suoni: tutto l'album è un tentativo di riconcliare il recente passato folk con le spinte funky/jazz che d'altronde erano già ben visibili.
Arriva quindi un disco molto fresco, che mette in sequenza il funky-pop de "La Palta" e di "Non è con me" affianco a riletture di vecchie composizioni come "Nunn'a facimme muri'" e "Senza sape'". Il dialetto è sempre presente, ma stavolta nella scelta dei testi l'italiano è predominante, e anche nei brani in dialetto si è sempre pensato alla immediatezza del messaggio.
In questo disco matura il vero genere "mezzosangue" dei Magnapasta che ricorda la scuola funky-folk napoletana degli anni '80. Più ritmo, poca elettronica e una cura dei particolari diretta a creare un prodotto più diretto e fruibile da tutto il pubblico, più o meno colto.
I grandi cambiamenti dei Magnapasta sono nella formazione, nel sound e anche nei testi: i brani dell'album descrivono molti dei cambiamenti, volontari o meno, che si afffrontano quotidianamente sul lavoro, in amore, con il prossimo. Un lavoro intimo durato due anni, che però nasce con la sola idea di essere diffuso e condiviso, utilizzando metri e rime dirette e accorate.
Dai cambiamenti forse esce un gruppo un po' più maturo, che si ostina a non voler dimenticare le sue radici.